Un’azienda agricola castellazzese che vanta cinque generazioni

La prima data certa della presenza in cascina della famiglia Boidi risale al 1899, anno di nascita del bisnonno Andrea Boidi.

Oggi coltiviamo cereali, ortaggi e frutta su una superficie di circa 60 ettari.
Dal 2023 l’azienda ha ricevuto la certificazione SQNPI (sistema di qualità nazionale di produzione integrata), le tecniche agronomiche impiegate sono scelte affinché vengano eseguiti trattamenti fitosanitari mirati e concimazioni finalizzate a ottenere produzioni ottimali sotto il punto di vista quantitativo e qualitativo, pur rispettando l’ambiente.
È soprattutto negli ultimi anni che si è dedicata gran parte della superficie alla produzione di ortaggi e frutta che trovano successivo sfogo attraverso vari canali di vendita, mentre una parte di superficie rimane riservata, come lo è stata fin dalle sue origini, alla coltivazione dei cereali.

I nostri numeri

Ettari di Frutta
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Ettari di ortaggi
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Ettari di Cereali
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Oggi i mercati all’ingrosso stanno mettendo in ginocchio le campagne italiane, con prezzi di vendita che rasentano i costi di produzione, per questo motivo e grazie alla passione per il mondo agricolo, a partire dal 2019, Cascina Moschino si pone nuovi obiettivi e comincia un percorso di miglioramento e riqualificazione che porta all’inaugurazione di un laboratorio multifunzionale nel 2024.
La nuova struttura, risultato di un’importante ristrutturazione, vede al suo interno lo sviluppo di una serie di locali destinati alla valorizzazione di quello che nasce e cresce all’esterno.

Il laboratorio di Cascina Moschino è suddiviso in due rami produttivi che si distinguono per la materia prima lavorata.
Al piano terra i locali sono adibiti alla lavorazione e trasformazione della frutta e della verdura.
ll primo piano ospita un mulino a pietra, installato per soddisfare la trasformazione di tutta quella che è la produzione cerealicola aziendale.

L’interesse per questo mondo deve la sua origine principalmente ai nonni, Nicola e Monica, che hanno dedicato la loro esistenza alla terra.
Oltre ad identificarne la cascina, “Moschino” è sempre stato il soprannome con il quale era conosciuto il nonno, in paese a Castellazzo.